DCA, Allenamento e Kayla Itsines

Nella mia famiglia, nel mio ambiente sociale e nella mia testa, il fisico femminile, per essere considerato bello ed attraente, doveva essere magro, tonico e perfettamente proporzionato

La crescita di tette, culo e fianchi non era assolutamente contemplata.

Perciò, quando il mio corpo ha iniziato a svilupparsi, l’unica cosa che ho iniziato a fare è stata coprire il copribile e controllarmi spesso allo specchio, per assicurarmi di avere ogni centimetro del mio grasso ben nascosto

Già sentita questa storia? Molto bene, così evito di dilungarmi nel dettagli. 

Fatto sta che giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, vivendo il rapporto con il corpo in modo negativo e opprimente, la situazione non poteva che peggiorare, portandomi purtroppo a soffrire di bulimia

Per chi non lo sapesse, riporto la Wikipedia definiscion:

“La bulimia nervosa è, insieme all'anoressia nervosa, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, detti anche Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP). Una persona affetta spesso si provoca il vomito dopo aver mangiato, utilizza dei lassativi, digiuna e pratica intensa attività fisica.La maggior parte delle persone che soffrono di bulimia presenta un peso corporeo normale”

https://it.wikipedia.org/wiki/Bulimia

In tutto questo (disturbi alimentari a parte) io comunque conducevo uno stile di vita sano: giocavo a pallavolo e mi allenavo 3-4 volte alla settimana, mi muovevo spesso in bici per uscire/andare a scuola e , ad esclusione dei miei attacchi nervosi, mangiavo in modo salutare. Perchè proprio come dice la definizione, spesso ne soffrono persone normopeso che sfogano in questo modo un malessere psico-emotivo che si portano dentro. 

Okay, torniamo al punto: la Kayla. Ma chi è questa Kayla? E perchè il titolo di questo capitolo non c’entra assolutamente niente con il contenuto? 

Bicheeeeus (leggi con pronuncia renziana) quando ho smesso di giocare a pallavolo, mi sono approcciata al mondo del fitness: sono andata in palestra, ho seguito qualche corso, ho provato a dedicarmi ad una scheda, ma… Niente, mi rompevo. E soprattutto non vedevo i risultati che mi aspettavo, cioè dimagrire e coprire quelle cavolo di forme che aveva il mio corpo.

Il mio obiettivo era quello di perdere grasso nel minor tempo possibile, mentre, tra i corsi e la scheda, avevo visto i miei muscoli gonfiarsi e il mio cervello gridava il classico suono aiuto-che-sta-succedendo-le-mie-gambe-sono-elefantesche-e-mi-trasformerò-in-un-T-Rex! 

Quindi ho iniziato a cercare altrove e… rullo di tamburi… un altro rullo… è apparsa la Kayla! 

Mi spiego meglio: Kayla Itsines è una personal trainer australiana che ha ideato un programma di allenamento chiamato BBG, basato su sessioni di HIIT (High Intensity Interval Training), della durata di 30 minuti, che aiuta a tonificare i muscoli, a migliorarne la resistenza e, ovviamente, trasforma la forma corporea da un punto di vista estetico.

Questa è la descrizione oggettiva di quello che il programma di Kayla Itsines fa.

Quello che aveva percepito la mia testa era questo: le sessioni di BBG, se ripetute con costanza e almeno 3 volte alla settimana, mi avrebbero aiutato a raggiungere risultati fisici ed estetici, cioè mi avrebbero fatto finalmente diventare una top model di Victoria’s Secret, dopo solo un mese di sforzi. A questo, come sempre la mia mente mi proponeva, avrei dovuto accostare un cut calorico, in modo tale da accelerare i tempi ed essere finalmente felice del mio fisico. 

Sfidando ogni nozione scientifica ed affidandomi a pure convinzioni personali o trasmesse da persone (amiche/familiari) non competenti, naturalmente finivo con l’avere crisi bulimiche o a mollare l’allenamento.

Le 3 Keys per un buon approccio al Fitness

Tra le mille cose che ignoravo, ne ho selezionate 3 che secondo me sono le più importanti da capire, soprattutto per una persona che si approccia per la prima volta al fitness: 

1. ALLENARSI RICHIEDE ENERGIA

Questo significa che, per potersi allenare correttamente e con costanza, è essenziale mangiare a sufficienza. Per sapere quanto e cosa dobbiamo mangiare in base alla tipologia di esercizio fisico, è necessario rivolgersi ad una figura professionale competente. Non mangiare abbastanza ha un effetto fisico opposto, scientificamente provato, che non permette né ai muscoli di crescere, né di sviluppare forza corporea e mentale

2. ALLENARSI NON SIGNIFICA PERDERE PESO

Come accennavo prima, quando seguivo le schede in palestra, avevo notato che i miei muscoli, soprattutto quelli delle gambe, si erano ingrossati. La risposta è che sì, effettivamente potevano essere più gonfi. Ma a meno che io non abbia una mutazione genetica data da criptonite, il gonfiore non era dato da massa muscolare, che si costruisce in mesi e anni di lavoro (soprattutto nelle donne), ma da possibile ritenzione idrica data da infiammazione del tessuto muscolare. 

Riassunto? Se all’inizio non perdiamo peso e ci vediamo un po’ più gonfie in alcune parti è normale e, probabilmente, significa che dobbiamo cercare di lavorare meglio proprio su quelle parti per renderle più forti.

3. ALLENARSI SIGNIFICA DIVERTIRSI

Questo credo sia il punto focale di tutto l’argomento “fitness”.

Allenarsi significa dedicare del tempo a noi stessi, cercando e trovando un tipo di attività che ci piaccia e ci dia soddisfazione mentre la pratichiamo. Un’attività che ci faccia sì sforzare, ma con divertimento, con testa e senza nessun obbligo. Significa prendersi cura del proprio corpo da un punto di vista fisico e mentale

Io mi allenavo perchè dovevo farlo, non perchè volessi farlo. Era un’imposizione che mi costringevo a seguire perchè esteticamente e secondo la bilancia non andavo bene, quindi necessitavo di provvedimenti drastici per riassestare la mia situazione corporea. 

Se non ti piace eseguire esercizi ad alta intensità, non c’è nulla di male, semplicemente significa che puoi sempre trovare un modo diverso per permettere al tuo corpo di muoversi ed essere attivo. Sia chiaro, se si vuole creare un cambiamento duraturo, si deve per forza fare qualcosa di altrettanto duraturo

La soluzione: dimenticati delle calorie da bruciare

Ritorniamo alla Kayla. Correva l’anno 2015 ed io iniziavo per la prima volta ad eseguire un burpee o un affondo. Dopo una settimana di esercizi eseguiti alla perfezione, massimo sforzo e zero focus su come mi sentissi emotivamente e fisicamente, non riuscivo a sedermi sulla sedia per l'acido lattico che avevo nelle gambe. 

Come mi sentivo? Bene per le calorie che pensavo di aver bruciato, male al solo pensiero di ripetere quello sforzo.

Breve storia triste, dopo un mese di violenza mentale ad obbligarmi a seguire quelle sessioni e nel notare che, anche questa volta, le mie gambe si gonfiavano e il mio peso non diminuiva, ho abbandonato la Kayla.

Il punto è che, come nella quotidianità ha poco senso ed è impensabile voler sempre fare tutto perfettamente, anche nell’allenamento si deve accettare di avere degli up e dei down. 

Se un giorno ci si allena poco e male perché si è stanchi, perchè si ha poca forza, perchè gli esercizi sono troppo intensi, va bene così. Quello che fa la differenza è la costanza nel tempo, non solo la volta in cui non abbiamo eseguito tutte le serie alla perfezione.

In tutto ciò, guardavo spesso la pagina Instagram di kayla e di suoi followers che postavano trasformazioni corporee, ma se all’inizio il vedere queste foto mi motivava ad iniziare un allenamento, dopo qualche settimana mi demotivavano da morire perchè non vedevo gli stessi cambiamenti su di me e odiavo sottopormi agli allenamenti.

Anche in questo caso ignoravo il fattore scienza: la trasformazione corporea avviene con tempi diversi in base alla composizione corporea, in base all’intensità che ci mette l’individuo e in base all’alimentazione che segue. Comparare il proprio percorso con quello di un’altra persona non ha senso per tutti questi motivi, ma può sicuramente spronarci nel vedere che tanti altri hanno ottenuto, impegnandosi, risultati concreti

Quindi anche su Instagram alternavo fasi in cui seguivo decine di pagine di fitness, training, healthy lifestyle eccetera, ad altre fasi in cui toglievo il follow da tutto per non soffrire troppo il confronto e quello che non ero riuscita ad ottenere io. 

Disclaimer: adoro la filosofia di Kayla Itsines, ha reso universale un’attività che in molti credevano essere per pochi, ha reso fruibile a migliaia di persone una metodologia di allenamento nuova ed è senza alcun dubbio competente e professionale nel suo lavoro e nell’ideazione dei suoi programmi.

Allora perchè ne ho parlato in termini diversi nelle pagine precedenti?

Perchè io nel 2015, nella mia testa, non sapevo assolutamente nulla di cosa significasse allenarsi, di come fosse giusto o sbagliato sentirmi, di come approcciarmi ad un training HIIT, di come dovessi considerare me stessa e il mio corpo e del fatto che dietro a ciò che non conosciamo, si cela un mondo di informazioni, esperienze e di prospettive più ampie delle nostre. 

Per me contavano il peso della bilancia e le taglie dei vestiti, due unità di misura chiare ed obbiettive su come apparivo. 

Proporzione di massa magra e massa grassa, peso delle ossa, idratazione e armonia del corpo non avevo idea di cosa significassero e per me erano informazioni inutili. 

Convinta, Ignorante e Insoddisfatta. Ecco com’ero nel 2015.

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